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Marco Marzocchi

Pubblicato 14 Gennaio 2019 da EuroMusic in Artisti, Pianisti Organisti

Artista poliedrico e versatile, Marco Marzocchi nasce a Roma e fin da giovanissimo svolge un’intensa attività concertistica salutata favorevolmente dal pubblico e dalla critica.
Allievo di Clementina Martinez si diploma col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Frosinone perfezionandosi in seguito con Michele Marvulli, Arnaldo Cohen, Kostantin Bogino, Tamás Vásáry; la sua curiosità artistica lo spinge a diplomarsi con lode anche in clavicembalo presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Quale vincitore nel 1987 del premio speciale di musica contemporanea al Concorso Béla Bartók di Roma, frequenta altresì la Zeneakadémia F. Liszt di Budapest.
Il suo repertorio spazia da Couperin, Bach, Rameau, Mozart, percorrendo tutto l’Ottocento, fino a Skrjabin, Ravel, Prokofiev e la musica contemporanea. Si esibisce in prestigiose stagioni concertistiche e festival nazionali ed internazionali (tra gli altri: a Roma per il Festival di Nuova Consonanza, per il Festival Pianistico dell’Associazione Concertistica Romana e per l’Associazione Musicale Euterpe, IUC di Roma, per la stagione “Un’Orchestra a Teatro e il Campus Internazionale di Latina, per la Fondazione Petruzzelli di Bari, a Bologna per l’Istituto Musica e Teatro dell’Università; al Museo Liszt di Budapest; a Varsavia per la Società Internazionale Frederic Chopin; a Saint-Malo per il Théâtre Chauteaubriand; negli Istituti Italiani di Cultura di Budapest, Szeged, Pécs, Marsiglia; a Málaga nella Sala Manuel de Falla del Real Conservatorio Reina Maria Cristina; ecc.)
L’incontro con Cristina Biagini sarà determinante per la formazione di un duo pianistico che si esibisce in importanti appuntamenti concertistici nazionali ed internazionali (tra gli altri: Accademia Filarmonica Romana, Festival Internazionale A. Benedetti Michelangeli di Bergamo e Brescia, I Concerti del Quirinale, Chicago Duo Piano-Festival, National Chiang Kai-Shek Cultural Center di Taipei a Taiwan, gli Istituti Italiani di Cultura di Mosca, Barcellona, Marsiglia e Nairobi, Summer Arts Festival di Malta,Stresa Festival).
La collaborazione con l’Ensemble di percussioni Ars Ludi porta il duo a confrontarsi con i più importanti autori del repertorio moderno e contemporaneo tra cui Concerto per due pianoforti e strumenti di Bruno Maderna (Roma 2007), l’incisione del secondo cd dell’opera completa di Giacinto Scelsi con varie opere tra cui Rotativa per due pianoforti ed ensemble di percussioni (Stradivarius 2008) in prima mondiale e i Carmina Burana di Carl Orff alla Sala Sinopoli del Parco della Musica di Roma.
Parallelamente, Marco Marzocchi svolge attività concertistica anche in varie formazioni da camera.
Apprezzato come valente didatta, tiene seminari e master classes in varie istituzioni musicali (in Spagna, Ungheria, Taiwan, Mongolia, USA oltre che al Campus internazionale delle Arti di Sangemini). E’ titolare di cattedra presso il Conservatorio O. Respighi di Latina.
Nel 2010 è accanto al mezzosoprano Anna Bonitatibus nell’incisione del CD di Ariette e Canzoni interamente dedicato a Rossini (Un Rendez-vous, SONY-RCA Red Seal,). Il programma, accolto strepitosamente da critica e pubblico internazionali, è stato e sarà presentato in concerto in Italia e in Europa accendendo in Marco Marzocchi un’autentica passione per le pagine pianistiche del Cigno di Pesaro.
Su questa linea nasce nel 2012 il Rossini Mon petit caprice pubblicato per l’etichetta tedesca ES-DUR e molto positivamente recensito da riviste nazionali e straniere. Ultima la rivista Musica che gli ha assegnato le 5 stelle segnalando la sua interpretazione come una delle più interessanti degli ultimi anni.



Il pensiero del M° Marcello Appignani Direttore Artistico di Euromusic Classica:”…Eccellente pianista con un curriculum di tutto rispetto, si fa notare con la sua sublime interpretazione in particolare nel CD dedicato ai “peccati di vecchiaia” di Rossini, in una esecuzione che neanche il Maestro pesarese avrebbe potuto chiedere di meglio! Ottima la scelta dei tempi e delle pause…”





Mon petit Caprice

Fragilità e umanità del “fanciullo” Rossini

Quando è amore vero, si sente. In queste esecuzioni rossiniane l’impressione è che l’interprete cerchi di ricostruire una sorta di affettuosa prima lettura della musica: con gli stupori inattesi, le pause di smarrimento, le tenerezze che dettano rubati e abbandoni, la tinta onirica che induce a lavorare su un ventaglio dinamico piuttosto contenuto, riservato. Le ultime pagine pianistiche di Rossini oggi sono un materiale abbastanza indagato – almeno discograficamente: in pubblico non si ascoltano certo spesso – e non è facile distinguersi tra le numerose (belle) integrali degli irresistibili Péchés de vieillesse. Marzocchi ci riesce fin dalle prime battute, cercando una sorta di dialogo pudico e sedotto con l’astrazione arguta e spesso paradossale di questi deliziosi fogli d’album. Tutto viene preso sul serio, come se dietro il celarsi d’autore e il suo piacere per la boutade pianistico-musicale, Marzocchi volesse far sentire innanzitutto la fragilità e umanità, l’affettività lancinante eppure oramai disincantata, l’incapacità di prendersi sul serio ma anche la sincerità fanciullesca di Rossini. E così ogni pezzo è un gioco di colori acquerellati, di ingenuità danzanti, di false tragedie che si sciolgono in preziose tinte da salotto.

Angelo Foletto,

Suonare news, novembre 2012

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