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FRANCESCO VERZILLO Trombonista

Pubblicato 18 febbraio 2015 da EuroMusic in Artisti, Ottoni

 


 

Siamo lieti di annunciarvi la nascita del duo Verzillo-Carpano
( Duo Laetus ) con il concerto  Aroma pieno.

Il duo propone un interessante e affascinante repertorio originale per trombone e pianoforte. Mentre il ruolo del pianoforte come strumento solista è universalmente conosciuto e riconosciuto, quello del componente della famiglia degli ottoni lo è molto meno. Tuttavia esiste una letteratura specifica che abbina i due strumenti, fin dal Settecento. Ripercorrendo stili e linguaggi di epoche diverse, il presente programma si propone di analizzare questo repertorio sino ad arrivare al pieno Novecento. Gli aspetti timbrici del duo sono vari e molteplici. Si passa da esempi di estrema delicatezza e raffinatezza a sonorità ampie e marcate. Nella parte moderna è molto viva la pulsazione ritmica ma anche l’intenso calore espressivo.



Aroma pieno

La tradizione per trombone e pianoforte dal Settecento ad oggi

M. Haydn, Larghetto per il  Trombone concertato

G.C. Wagenseil, Allegro assai, dal  Concerto per trombone

C.M. von Weber,  Romanza appassionata

G. Carpano,  Domenica mattina, variazioni su tema popolare

M. Lys,  Cocktail

G. Carpano, Parfum de la terre

G. Jacob, Cameos


Nato a Genova nel 1966, ha compiuto i propri studi musicali nella città natale con il Prof.
S.Scordari ed ha conseguito il diploma di trombone presso il Conservatorio “N.Paganini”.
Si è in seguito laureato con il massimo dei voti e la lode in Lettere all’Università di Genova, con la
discussione di una tesi dedicata alla storia ed alla letteratura del proprio strumento musicale.
Vincitore del trofeo ACADA-ENDAS – Concorso strumenti a fiato Città di Genova -, ha
partecipato a diversi stages formativi per il trombone presso Fivizzano (MS), Nus (AO), a Fossano
(CN), a Feldkirch (Austria) seguendo le lezioni dei Prof. Floriano Rosini, Abbie Conant, Edwarr
Tarr (musica barocca) e Joe Alessi, primo trombone alla New York Philarmonic e solista
internazionale.
Ha eseguito il proprio repertorio solistico sia con il trombone moderno che con strumenti antichi in
duo con l’organista Emilio Traverso.
Diverse manifestazioni lo hanno visto protagonista sia nella propria regione che altrove.
E’ stato ospite, come solista, più volte dell’Associazione “ Amici dell’organo”, ha eseguito concerti
solistici a Bremen (Germania), presso la “rassegna organistica” di Blevio sul Lago di Como, e
presso l’Accademia organistica elpidiense – Basilica della Misericordia di S.Elpidio (AP), nelle
“Settimane barocche di Brescia”, presso l’Estate Regina a Montecatini Terme (PT), per i mercoledì
musicali Ca.Ri.Fi di Firenze, solo per citarne solo alcuni.
Durante tali manifestazioni è solito offrire note introduttive di carattere storico per poter meglio
esplicitare alcuni aspetti poco conosciuti del proprio strumento e dei brani eseguiti.
Ovunque la sua proposta concertistica ha ottenuto ampi consensi di pubblico e della critica.
Interpreta, inoltre, il proprio repertorio con vari modelli di trombone, a scopo filologico. Il suo
strumentario comprendente esemplari barocchi (taglia alto, tenor, basso), romantici (contralto e
tenore detto “Deutsche konzert-posaune”). Si è inoltre dedicato all’insegnamento, dapprima come
docente di Educazione musicale e successivamente come docente di materie letterarie nelle scuole superiori.
Ha ricoperto, inoltre, la carica di Direttore degli Istituti di Ricerca educativa per la
Liguria, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna.
Annualmente, organizza la Rassegna Nazionale ed Europea delle Scuole ad indirizzo musicale, dei
Licei Musicali e AFAM, presso Le Terme di Montecatini con ospiti di rilievo Internazionale.


                               Proposta in Duo

 

Trombone: Francesco Verzillo            Organo: Ennio Cominetti

 

Il trombone e l’organo: un antico connubio musicale nel segno dello spiritualismo.

Il trombone, di origine tardo-medievale, possiede una tecnica di produzione ed intonazione dei suoni rimasta immutata fino ai giorni nostri.

E’ l’unico strumento a fiato la cui struttura fondamentale non è cambiata per più di cinque secoli.

In origine il trombone era chiamato “sackbut” nel Nord Europa o “saqueboute”, in Francia.

Tali termini, che traggono origine dall’antico francese e dal moresco, si riferiscono comunque al movimento del doppio tubo scorrevole in grado di modificare l’altezza dei suoni, rendendo, di fatto lo strumento, cromatico.

In Italia fu conosciuto subito come trombone, termine accrescitivo derivato dalle maggiori dimensioni rispetto alla tromba.

Molteplici furono gli impieghi del trombone in molte parti dell’Europa, specie in ambito sacro e liturgico.

E giusto in tale ambito ha incrociato il proprio destino con lo strumento principe della liturgia sacra: l’organo.

La forte simbologia del trombone come espressione dell’annuncio e del richiamo al soprannaturale, nella tradizione giudaico-cristiana, è stata oggetto di grande attenzione nell’ambito dell’iconografia rinascimentale e barocca, richiamata anche dalla tradizione luterana, laddove il termine “posaune” (in tedesco=trombone) riveste un forte senso spirituale come voce nobile e virile del canto biblico.

Proprio nell’area austro-germanica l’organo si univa ai cori di trombone nei momenti più solenni del culto.

Erasmo da Rotterdam si spinse ad affermare che, oltre la voce umana, quelli degli ottoni erano gli unici suoni degni di essere ascoltati nelle chiese e negli edifici sacri.

Nel ’500 e ’600 questa tradizione fu magnificata da grandi compositori come Scheidt, Monteverdi, Gabrieli, Caldara ed altri.

Nel Settecento, in area viennese e salisburghese, presso le abbazie di Gottweig e Melk operarono grandi virtuosi del trombone, conosciuti ed ammirati sia da Leopold che da Wolfgang Amadeus Mozart.

Il periodo romantico vide la nascita di una nuova “età dell’oro” per il trombone.

Ma non è mai venuta meno la magia della fusione tra i vari registri dell’organo da Chiesa ed il timbro pieno ed espressivo del trombone, anch’esso costruito in varie taglie di diversa estensione: dal contralto, al tenore ed al possente basso, proprio come le voci umane.

Ad un artista mistico come Franz Liszt non sfuggì questa risorsa timbrica che esaltò nel celebre “Hosannah” per trombone basso ed organo scritto a Roma nel 1862.

Anche il Novecento non ha dimenticato queste mirabile duo, con l’attenzione di compositori affermati come Holst, Koetsier, Meyer e Krol, capaci di ottenere grandi effetti da questi due strumenti così antichi ma al tempo stesso anche così vivi ed attuali.

Programma per trombone e organo*

Girolamo Frescobaldi (1583-1643) – Canzon I^ per basso;

Benedetto Marcello (1686-1739) – Sonata III (trombone tenore): Adagio/allegro/largo/allegro;

Johann Sebastian Bach (1685-1750) – Concerto in re maggiore (da Vivaldi)

(Allegro, Largo, Allegro)

George Reutter (1708-1772) – “Ad te clamamus” (trombone alto);

Hannes Meyer (1939) – Sonata in do minore (trombone alto): Adagio/allegro stregato/ “Ninetta” largo lacrimante/ Marcia dei Pifferai;

Johann Sebastian Bach – Fantasia e fuga in la minore

FriedrichAugust Belcke (1795-1874) Fantasia op. 58 (trombone tenor-basso).

* il programma è variabile a seconda del tipo di organo presente nella sala, chiesa o oratorio. I modelli di tromboni utilizzati sono relativi alle varie epoche dei brani eseguiti.

 

Altri brani tratti in repertorio:

Barocco italiano:

G. Frescobaldi, Canzoni per basso e per canto; B.Marcello, sonata V in do maggiore , A.Caldara, sonata in re maggiore.

Romanticismo:

F.Liszt, Hosannah per trombone basso ed organo; A.Guilmant, morceau symphonique op. 88 per trombone tenore ed organo, G.Holst, duet for trombone ed organo.

Contemporanea:

J.Koetsier, partita op.41 n°3 per trombone ed organo; E.Cominetti, Puer nobis nascitur , Tema e variazioni (da Van Eyck) per trombone ed organo.
I programmi verranno sempre stabiliti in base alle caratteristiche tecniche e foniche dello strumento a disposizione.


Trombone e pianoforte: un’antica tradizione nello stile del “belcanto”.

Premessa:
Il trombone, di origine tardo-medievale, possiede una tecnica di produzione ed intonazione dei suoni
rimasta immutata fino ai giorni nostri.
E’ l’unico strumento a fiato la cui struttura fondamentale non è cambiata per più di cinque secoli.
In origine il trombone era chiamato “sackbut” nel Nord Europa o “saqueboute”, in Francia.
Tali termini, che traggono origine dall’antico francese e dal moresco, si riferiscono comunque al movimento
del doppio tubo scorrevole in grado di modificare l’altezza dei suoni, rendendo, di fatto lo strumento,
cromatico.
In Italia fu conosciuto subito come trombone, termine accrescitivo derivato dalle maggiori dimensioni
rispetto alla tromba.
Molteplici furono gli impieghi del trombone nel Sei-Settecento in molte parti dell’Europa, specie in ambito
sacro e liturgico.
Il trombone solista e il duo “trombone e pianoforte”.
Nel Settecento, in area viennese e salisburghese, operarono grandi virtuosi del trombone, conosciuti ed
ammirati sia da Leopold che da Wolfgang Amadeus Mozart.
La fioritura dei concerti in quel periodo, non esclude che tali opere fossero oggetto di esecuzioni con
accompagnamento pianistico (all’epoca il fortepiano).
Pare che all’epoca, il famoso trombonista Leopold Christian avesse ricevuto l’onore di un’esecuzione
imperiale accompagnato dall’Imperatrice Maria Teresa!
In pieno “Secolo del Lumi” il suono dello strumento era abbinato all’espressione della voce umana con la
predilezione del registro del contralto.
Il periodo romantico vide la nascita di una nuova “età dell’oro” per il trombone.
Come disse Berlioz, tale strumento possiede “tutti gli accenti gravi e forti dell’alta poesia musicale”.
Il trombone nel secolo XIX migliora, infatti, nell’accuratezza della costruzione, dotandolo di un’ampia
svasatura della campana, rispetto ai modelli barocchi con terminazione conica, e beneficiando, inoltre,
della valvola in Fa che ampia la gamma nel basso.
Nell’ottocento, inoltre, specie in area germanica, operarono grandi virtuosi del trombone , paragonabili, per
bravura ai nomi del pianoforte o del violino di Listzt o Paganini.
Si ebbe, pertanto, una fioritura di concerti solistici per trombone e brani cameristici con l’attenzione di
compositori del calibro di Weber e Saint-Saens. Il trombone solista divenne pertanto partner del pianoforte
partecipando soprattutto in area austro-germanica dell’agone concertistico europeo.
Molte opere furono scritte appositamente per trombone e pianoforte. Alcune di esse avevano scopi didattici
o per concorso specie per il prestigioso Conservatorio di Parigi, altri invece, nacquero appositamente per
l’esecuzione in recital. Anche in pieno Ottocento era invalso l’uso di eseguire riduzioni per trombone e
pianoforte di concerti solistici e alcuni virtuosi come August Belcke e Joseph Aschausky, scrissero un gran
numero di fantasie su temi d’opera, con particolare riferimento al melodramma italiano.
Il modello preferito, il trombone tenor-basso costruito in Germania, é conosciuto ancora oggi come
“deutsche konzert posaune” ovvero il trombone romantico tradizionale.
Il linguaggio del trombone romantico indulge ad un’ ampia sonorità ed espressività ma è anche delicato e
ricco di intense sfumature sonore proprio come nella tradizione del belcanto italiano.
Il Trombone classico nell’Impero asburgico:
GEORG CRISTOPH WAGENSEIL (1715-1777): Concerto per trombone
Adagio-Allegro assai
JOHANN MICHAEL HAYDN (1737-1806): Laghetto per trombone
Adagio
JOHANN GEORG ALBRECHTSBERGER (1736-1809): Concerto per trombone
Allegro moderato-Andante-Finale
Rarità musicali per Trombone Romantico:
CARL MARIA VON WEBER (1786-1826): Romanza per trombone e pianoforte
JULES DEMERSSEMAN (1833-1866): Introduction and Polonaise per trombone e pianoforte
CAMILLE SAINT SAENS (1835-1921): Cavatina op 144 per trombone e pianoforte
SAMUEL ROUSSEAU(1853-1904): Piece concertante per trombone e pianoforte
SIGMUND STOJOWSKI (1870-1946): Fantasia op. 27 per trombone e pianoforte
ERNST SACHSE (1808-1868): Concerto con variazioni sulla Norma di V.Bellini
JOSEPH SERAFINI – ALSCHAUSKY (1879-1948): Walzer – Arie n° 6 “Un gioiello” per trombone






Cenni storici

Il trombone, di origine tardo-medievale, possiede una tecnica di produzione ed intonazione dei suoni rimasta immutata fino ai giorni nostri.

E’ l’unico strumento a fiato la cui struttura fondamentale è rimasta invariata per più di cinque secoli.

In origine il trombone era chiamato “sackbut” nel Nord Europa o “saqueboute”, in Francia.

Tali termini, che traggono origine dall’antico francese e dal moresco, si riferiscono comunque al movimento del doppio tubo scorrevole in grado di modificare l’altezza dei suoni, rendendo, di fatto lo strumento, cromatico.

In Italia fu conosciuto subito come trombone, termine accrescitivo derivato dalle maggiori dimensioni rispetto alla tromba.

La sua versatilità lo rese prezioso nella musica tardo rinascimentale e barocca, tenendo presente che sia le trombe dell’epoca che i corni dovettero attendere ben due secoli, con l’invenzione dei cilindri o pistoni in pieno ottocento, la possibilità di possedere la stessa tessitura ed omogeneità sonora.

Molteplici furono gli impieghi del trombone nel sei-settecento in molte parti dell’Europa, specie in ambito sacro.

Per l’Italia basti ricordare l’intenso utilizzo di esso, nelle varie taglie corrispondenti alla voce umana maschile di allora (alto, tenor, basso) in ambiti quali la Cappella pontificia o S.Marco a Venezia.

Nel presente programma viene evidenziato il linguaggio dello strumento che esalta le virtù solistiche, l’ampia gamma sonora ed il colore tipicamente barocco degli strumenti utilizzati, copie di strumenti dell’epoca simili sia nella struttura che addirittura nell’imboccatura agli esemplari sei-settecenteschi.



Le origini del Solismo trombonistico nel Barocco

GIROLAMO FRESCOBALDI (1583-1643)

Canzone per Sonar I per Canto detta “la Bonvisia”

Canzone per Sonar II per Canto detta “la Bernardina”

Canzone per Sonar III per Basso detta “la Superba”

Canzone per Sonar IV per Canto detta “l’Ambitiosa”

Trombone e b.c.


ANTONIO CALDARA (1670-1736)

Sonata per trombone e clavicembalo

Adagio

Allegro

Grave

Presto


BENEDETTO MARCELLO (1686 – 1739)

Sonata per trombone e clavicembalo

Adagio

Allegro

Adagio

Allegro


ANTONIO VIVALDI (1678- 1741)

Sonata n° 2 “Il Pastor Fido” per trombone e clavicembalo

Preludio

Allegro

Sarabanda

Allegro


GEORG PHILIPP TELEMANN (1681-1767)

Concerto in si bemolle maggiore per trombone e clavicembalo

Vivace

Adagio

Allegro




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