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Edoardo Pieri

Pubblicato 18 ottobre 2016 da EuroMusic in Artisti, Chitarre

Edoardo Pieri nasce a Barga (Lu) nel 1991. Intraprende lo studio della chitarra all’età di 4 anni con Antonio Rondina presso la scuola di musica del suo paese natale, Borgo a Mozzano, proseguendo gli studi con Matteo Motroni. Si perfeziona con Frédéric Zigante. La sua formazione musicale passa anche dagli incontri con Alessio Monti, Duccio Bianchi, Nuccio d’Angelo, Giampaolo Bandini, Lorenzo Micheli, Oscar Ghiglia, Alberto Colla, Manuel Barrueco, Phil Snyder, Antonmario Semolini, Marco Zuccarini e Sergio Patria con cui ha frequentato masterclass, lezioni e seminari.
Nel 2009, a 18 anni, si diploma a pieni voti al Conservatorio G. Verdi di Torino e nel 2012 consegue con lode la specializzazione concertistico-interpretativa al Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria nella classe di Frédéric Zigante con una tesi su Alexandre Tansman. La tesi contiene la trascrizione di tre brani inediti (Notturno Romantico, Invenzione, Segovia) espunti da Segovia per ragioni stilistiche alla nota opera Trois Piéces pour Guitarre. Grazie a questa ricerca il corpus delle opere di Tansman vanta una nuova versione filologica dell’opera intitolata originariamente Six Piéces pour Guitarre. Il lavoro è custodito a Parigi presso la sede dell’associazione Alexandre Tansman; le trascrizioni contenute nella tesi sono state utilizzate in registrazioni per importanti etichette discografiche, come la Brilliant. Nel 2015 consegue a pieni voti la laurea magistrale in Didattica della Musica, ancora presso il Conservatorio di Alessandria.
Vince numerosi concorsi solistici e cameristici nazionali ed internazionali: Concorso Internazionale Città di Favria, Concorso Nazionale Riviera della Versilia, Concorso Nazionale Riviera Etrusca, Concorso Nazionale Giulio Rospigliosi, Concorso Internazionale Città di Spoleto, Concorso Internazionale di Varese Ligure, Concorso Internazionale di Genova-Nervi, Concorso Nazionale di Campi Bisenzio, Concurso Internacional la Noche en Madrid ed il Concorso Internazionale Euplay Competition, bandito dalla Presidenza della Repubblica e dall’Unione Europea disputatosi nelle città di Genova, Oxford e Varsavia.
Svolge un’intensa attività concertistica internazionale: oltre a regolari concerti in tutta Italia, si è esibito anche a Madrid, Oxford, Bruxelles e negli USA, dove ha debuttato nel 2015 nella la prestigiosa University of Georgia. I suoi concerti, più volte trasmessi da SKY e dalla RAI, hanno sempre riportato giudizi molto positivi della critica. Ha prestato interviste per il quotidiano il Tirreno e per la rivista Livin’ Tuscany. Nel 2015 la casa discografica DotGuitar pubblica e distribuisce in tutto il mondo il suo disco Live, in duo col flautista Filippo Del Noce. Il disco è stato acclamato dalla critica toscana: Lucca in diretta, il Tirreno, la Nazione. Nel 2016 la casa discografica Euterpe Classica produce il disco Talenti del Vivaldi che contiene la sua interpretazione del brano Cavatina e Danza Pomposa di Alexandre Tansman.
Il suo interesse per la contemporaneità e il suo eclettismo musicale hanno spinto numerosi compositori provenienti da tutto il mondo a scrivere per lui opere eseguite in prima esecuzione assoluta. Dal 2009 svolge un’attenta attività didattica: i suoi allievi sono stai più volte premiati in numerose competizioni. È sovente membro in commissioni di concorsi nazionali.

Edoardo Pieri ha preso in mano la chitarra per la prima volta quando aveva quattro anni. E non è stato soltanto per curiosità e per scoprire, come fanno tutti i bambini, gli oggetti che popolano l’ambiente domestico: era precisamente attratto dalla voce dello strumento, da quel suono che ascoltava spesso in casa e che gli era familiare. Dal nonno e dal padre, entrambi appassionati di musica classica, lirica e folk, Edoardo ha ereditato la passione e l’ha espressa sin da piccolissimo, abbracciando la chitarra e applicandosi allo studio dello strumento con spontaneità ed entusiasmo.
Nato a Barga nel 1991, ha tenuto i primi concerti a dodici anni, vincendo da quel momento in poi anche numerosi concorsi; prima ancora di conseguire la maturità classica si è brillantemente diplomato al Conservatorio di Torino. Attualmente si sta perfezionando, sempre a Torino, sotto la guida di Frédéric Zigante e frequenta diverse masterclass con musicisti quali Alessio Monti, Duccio Bianchi, Domenico Lafasciano, Nuccio d’Angelo, Giampaolo Bandini e Lorenzo Micheli. Ha al suo attivo concerti in tutta Italia; si è esibito per la RAI e a soli 19 anni è considerato una delle più valide promesse della chitarra.
Lo abbiamo ascoltato il 16 ottobre scorso, in occasione del concerto che ha tenuto, come solista, nella splendida cornice dell’Oratorio degli Angeli Custodi a Lucca. Il raffinato programma comprendeva musiche rinascimentali per liuto e celebri brani per chitarra dei grandi compositori novecenteschi Villa-Lobos, Tansman e Rodrigo; l’atmosfera raccolta e l’eccellente acustica hanno consentito a Edoardo di esprimere pienamente anche quella vena intimistica che buona parte delle musiche eseguite possedeva. Il pubblico che gremiva l’Oratorio ha espresso in modo calorosissimo il suo apprezzamento per le straordinarie doti musicali di Edoardo, invitandolo a esibirsi di nuovo presto a Lucca.

Sei soddisfatto della scelta che hai compiuto nel dedicarti interamente all’interpretazione del repertorio classico?

Certamente! Gli altri generi musicali sono adatti per divertirsi, ma la musica vera è quella classica. Da lì deriva tutto. Talvolta, quando mi capita di ascoltare altra musica, trovo spunti di classica ovunque. Casomai non sono troppo soddisfatto di suonare esclusivamente come solista: mi piacerebbe anche fare parte di un insieme cameristico, per vivere la musica come attività di gruppo, cosa che ho sempre sognato, ma che per adesso non sono ancora riuscito a fare.

Ti attrae di più una carriera in Italia o all’estero?

Sicuramente una carriera che si rispetti non può essere limitata solo alla propria nazione. Purtroppo però, l’Italia non eccelle certo per meriti e attenzioni culturali… tranne sporadiche eccezioni. Detto questo, l’idea di spostarmi all’estero in futuro non mi dispiace affatto. Spero di non essere banale se dico di sognare una tournée negli U.S.A., o, perché no, un bel viaggio in Spagna, patria e culla della chitarra…

Quanto può essere importante oggi riproporre le esecuzioni del repertorio antico su strumenti d’epoca?

Filologicamente è fondamentale, non necessario però per eseguire bene un brano. Le trascrizioni di cui disponiamo oggi per la musica antica, intendo quelle davvero di qualità, sono molto valide e coerenti, e quindi si può proporre al pubblico un’esecuzione apprezzabile sotto ogni punto di vista anche se eseguita con la chitarra… l’effetto con un liuto, ad esempio, sarebbe del tutto differente, in quanto liuto e chitarra hanno una tecnica molto diversa e dunque l’esecuzione con questi due strumenti porta a risultati non comparabili. È inutile lamentarsi di questo, perché non possiamo pretendere di eseguire del tutto fedelmente una musica che non è per il nostro strumento. Occorre sapersi accontentare di una certa approssimazione, cosa teoricamente impossibile per un musicista, ma è così. Mi sorprendo io stesso a dirlo…

Questa intervista è pubblicata integralmente sul mensile Living Tuscany del novembre 2010.

 

 

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